A Londra rimosso l'erogatore automatico (!) di Prosecco

A Londra rimosso l'erogatore automatico (!) di Prosecco

Le azioni legali minacciate dal Consorzio di Tutela della DOC hanno convinto i titolari di Vagabond Wine a ritirare il distributore di bollicine abusive

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

12

Febbraio
2020

"La decisione assunta dai gestori di Vagabond Wine è un atto dovuto che apprezziamo nella misura in cui ristabilisce una corretta informazione nei confronti del consumatore". Così il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco DOC, Stefano Zanette, nel commentare la decisione presa dai titolari della vineria di Londra che, nei giorni scorsi, avevano installato un distributore automatico di Prosecco DOC alla spina in una via centrale della città inglese. Esattamente a Gracechurch Street, nel cuore di Londra, dove prima si trovava la filiale di un istituto bancario, ora c'è appunto un wine bar della catena Vagabond e il vecchio bancomat era stato riadattato alla nuova funzione: da ATM - Automated Teller Machine, a APM, acronimo di Automatic Prosecco Machine.
Il bancomat, rinominato Bank of Bubbles, dispensava un calice gratuito di prosecco alla volta per sensibilizzare i consumatori sul tema del consumo moderato di alcolici. Ma il Consorzio non l'ha presa per niente bene.

In seguito alle rimostranze dell'associazione dei produttori e alle prospettive di azioni legali, non essendo prevista dal disciplinare la mescita del Prosecco con sistemi alternativi al versamento dalla bottiglia, i titolari di Vagabond Wine avevano rimosso la macchina distributrice.
"L'auspicio - ha concluso Zanette - è che anche questo episodio si ponga in un percorso di presa di consapevolezza di come soltanto il rispetto delle regole rappresenti, all'estero come in Italia, la vera garanzia della qualità del prodotto e, perciò, di un rapporto leale verso i consumatori".


Condividi su: