2020, l'anno più caldo di sempre per l'Europa

2020, l'anno più caldo di sempre per l'Europa

Superato di 0.4 gradi il record del 2019. A livello globale, il 2020 pareggia il primato del 2016. Aumentano anche le concentrazioni di CO2

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08

Gennaio
2021

Per l'Europa il 2020 è stato l'anno più caldo, superando di 0.4 gradi il 2019. I dati sono stati registrati da Copernicus, il servizio di monitoraggio satellitare della Terra dell'Unione Europea.
Copernicus Climate Change Service (C3S) rende anche noto che a livello globale il 2020 si allinea con il 2016 quale anno più caldo di sempre, il sesto in una serie di anni eccezionalmente caldi iniziata nel 2015, con il decennio 2011-2020 che è il più caldo mai registrato. Dati che dimostrano, a causa dell'emergenza climatica in atto, un record sulle temperature che si susseguano con una frequenza sempre più serrata.

L'anno appena trascorso ha registrato un aumento della temperatura media di 1,25°C rispetto all'era pre-industriale.

A differenza del 2020, il 2016 fu segnato da un forte episodio conosciuto col nome di El Niño, un fenomeno oceanico naturale che si verifica in un periodo variabile fra i 2 e i 7 anni che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale nei mesi compresi tra dicembre e gennaio. Stando ai calcoli di NASA e Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), El Niño allora contribuì a un rialzo tra lo 0.1 e lo 0.2°C alla temperatura globale. Attualmente, invece, è in corso La Niña che ha un effetto di raffreddamento opposto.
Il direttore di C3S Carlo Buontempo commenta il dato in modo inequivocabile: "Il 2020 si contraddistingue per il suo calore eccezionale e questo è l'ennesimo promemoria dell'urgenza di ridurre in maniera ambiziosa le emissioni per prevenire impatti climatici avversi nel futuro".

L'OMM, che dovrebbe pubblicare a breve dati consolidati combinando i numeri di diverse agenzie ufficiali, ha già anticipato a fine dicembre che il 2020 si collocherà tra i tre anni più caldi della storia.

CO2: aumenta anche nel 2020

L'analisi dei dati satellitari rivela che le concentrazioni di anidride carbonica hanno continuato ad aumentare nel 2020 raggiungendo un massimo senza precedenti di circa 413,1 ppm. Il tasso di crescita medio annuo stimato di XCO2 per il 2020 è stato di 2,3 ± 0,4 ppm / annuo. Questo è inferiore al tasso di crescita nel 2019, che è stato di 2,5 ± 0,2 ppm / annuo e anche inferiore all'aumento di 2,9 ppm / annuo nel 2015 e nel 2016. Tuttavia, El Niño tra il 2015 e il 2016 ha portato a un tasso di crescita atmosferico maggiore a causa di un assorbimento più debole del normale di CO2 atmosferico da parte della vegetazione terrestre e di grandi emissioni di CO2 causate dagli incendi, in particolare in Indonesia. Gli incendi nell'Artico e in Australia nel 2020, sebbene di entità senza precedenti nelle loro regioni, rappresentano solo una piccola parte delle emissioni globali di incendi.

Nel contesto della pandemia Covid-19, è stato stimato dal Global Carbon Project una riduzione di circa il 7% delle emissioni di CO2 fossile. "In quale misura questo sia stato un fattore nel minore aumento totale è discutibile, poiché le variazioni del tasso di crescita globale sono dominate dai processi naturali. Dobbiamo continuare gli sforzi per ridurre le emissioni nette di CO2 per ridurre conseguentemente il rischio di cambiamenti climatici", commenta Vincent-Henri Peuch, Direttore di Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS).

"Gli straordinari eventi climatici del 2020 e i dati di Copernicus Climate Change Service ci mostrano che non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo unirci come comunità globale, per garantire una giusta transizione verso un futuro a zero emissioni. Sarà difficile, ma il costo del non agire è troppo alto, motivo per cui gli impegni presi nell'ambito del nostro Green Deal europeo sono così necessari", conclude Matthias Petschke, Direttore della Direzione generale per l'Industria della difesa e lo spazio (DG DEFIS), Commissione europea.

Photo Copernicus ECMWF


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